PRESTITI PER SPESE MEDICHE, 28 MILA EROGAZIONI IN SEI MESI: GLI ITALIANI SI INDEBITANO PER POTERSI CURARE

Chiedere un prestito per sostenere le spese mediche è un fenomeno in continuo aumento. In Italia, da giugno a novembre 2015 ne sono stati richiesti 28 mila, per un totale di 340 mila euro. È il risultato della ricerca condotta da Facile.it in collaborazione con Prestiti.it, riportati all’interno dell’articolo pubblicato il 26 gennaio sul Corriere della Sera, Curarsi a rate: italiani indebitati  per medicine, esami e interventi (da cui è tratto il grafico a corredo del testo). Secondo i dati, la maggioranza delle richieste avviene per operazioni di chirurgia estetica, ma non mancano i prestiti erogati per cure odontoiatriche (un dato che va a braccetto con quello riportato da Repubblica il 19 gennaio scorso nell’articolo Costi molto alti, gli italiani non si curano più: il 18,6% della classe meno abbiente – il 9,7% della popolazione totale – ha rinunciato al dentista a causa dei costi elevati) per interventi chirurgici in strutture private o per terapie di lungo decorso.

Il trend è confermato dall’indagine di Altroconsumo che, nell’ottobre 2015, aveva individuato un 13% di prestiti richiesti in banca con finalità «spese mediche» tra i 1.680 casi presi in esame nella fascia di popolazione 25-74 anni.

Costi alti, attese lunghissime e tagli al servizio pubblico sono gli ingredienti della crisi del Sistema Sanitario Nazionale. Stando anche all’ultimo Rapporto PIT Salute (novembre 2015), le segnalazioni di lunghi tempi d’attesa sono il 58%, nel 28% dei casi per interventi: 2 anni per protesi d’anca o per ricostruzione mammaria, 12 mesi per protesi al ginocchio, 10 mesi per la cataratta. Sono casi, questi, in cui spesso si decide di ricorrere a strutture private pagando tramite un prestito, magari per affrontare anche una trasferta in un’altra regione o all’estero.

Se a questo aggiungiamo il dato relativo ai farmaci il quadro è completo: la sola spesa per i ticket farmaceutici è aumentata del 50% dal 2010 al 2014. Non pochi italiani sono dovuti ricorrere a un prestito per l’acquisto di farmaci per l’Epatite C, che il SSN non sempre rimborsa, o per disporre di farmaci innovativi oncologici, che gli ospedali dispensano gratuitamente solo se il budget lo consente.

Risultato: il 46% delle famiglie ha rinunciato a curarsi.

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